Zanzibar – il Paradiso in Terra

Zanzibar, Tanzania, Africa, Mondo. Agosto 2016.

img_3058

Sebbene avessimo sentito pareri piuttosto discordanti riguardo andare o meno a Zanzibar in estate ci siamo fatti coraggio e abbiamo voluto credere a quelli che ci hanno mostrato tutte le highlights di questo viaggio e siamo partiti.

Il volo:

Siamo arrivati circa a metà agosto con un volo Oman Air partito da Milano la sera prima; di voli diretti quasi non ce ne sono, se non ricordo male solo Meridiana e Blu Panorama fanno questa tratta in sole 8 ore, il resto delle compagnie richiedono almeno uno scalo. La scelta di volare con compagnie medio-orientali è stata più che altro strategica: dopo 6 ore di viaggio siamo potuti scendere a metà strada per sgranchirci le gambe, mangiare qualcosa di più gustoso dei pasti dell’aereo prima di affrontare altre 6 ore di volo. Se si prenota con relativamente largo anticipo si possono trovare voli convenienti.

Ci ha accolto immediatamente l’aria calda e carica di salsedine e l’aeroporto di Zanzibar, che più un aeroporto è una vera e propria capanna in mattoni con il tetto in lamiera e paglia.

All’ingresso si deve pagare il Visto, consegnando i propri documenti e compilando l’apposito modulo. Grazie al consiglio di un’amica che lavora in un’agenzia di viaggi abbiamo compilato il modulo già in Italia (credo sia possibile attraverso internet, vi allego il link alla fine dell’articolo!), in questo modo siamo riusciti a saltare l’interminabile coda. Come potete immaginare l’aeroporto non è sufficientemente attrezzato, quindi bisogna armarsi di pazienza e spirito d’avventura.
Dopo aver superato il controllo dei passaporti e con il visto in mano, si indica la propria valigia nel mucchio (chiaramente qui di rulli non ce ne sono) e si aspetta che uno degli addetti te la porti oltre la linea d’attesa. Preparatevi a dare una mancia, spesso vi inseguiranno per chiederla se non la date. Paese che vai…

Hotel e spiagge:

East coast
L’isola di Zanzibar non è particolarmente estesa ma offre diversi punti interessanti lungo la costa. La costa est dove abbiamo alloggiato è anche quella che offre le migliori spiagge e i migliori paesaggi, tuttavia è anche la costa più soggetta al fenomeno delle maree; quest’ultimo crea veramente dei meravigliosi paesaggi, offrendo anche bellissime passeggiate fino al reef, lungo le quali è possibile trovare coloratissime stelle marine alle quali fare qualche foto, sempre nel rispetto del loro habitat. Attenzione (!) lungo la strada non è raro trovare dei ricci di mare, perciò consiglio vivamente di portarsi delle scarpette da scogli.

Il nostro hotel era a Kiwengwa beach, sulla costa est. Qui si trovano diversi resort e villaggi turistici, spesso italiano, come Bravo Club e Veratour; noi abbiamo preferito l’hotel Melia (ex Kempinsky) e grazie alla tessera fedeltà e al largo anticipo di prenotazione siamo riusciti ad ottenere una cifra piuttosto conveniente con formula All Inclusive. Sebbene ci siano diversi resort, villaggi e hotel su questa spiaggia abbiamo costantemente avuto la sensazione di essere completamente soli grazie all’estensione della spiaggia.

img_3059

Più a sud, sempre sulla costa orientale si torva la Paje beach, facilmente raggiungibile da Kiwengwa in un’ora e qualcosa in macchina. Paje è un vero sogno, la sabbia è bianca e fine (“come cocaina”, come definita dall’autista), l’acqua cristallina e il vento piacevole e favorevole per gli amanti del kitesurf e del windsurf; infatti ci sono diversi punti di diving che affittano l’attrezzatura e offrono lezioni a pagamento. Paje è piena di piccoli hotel, guest houses e ostelli direttamente sulla spiaggia, come lo Zanzibar Ocean Blue o il Twisted Palms Lodge. La zona è decisamente una giovane e la spiaggia offre diversi locali (vi segnalo il Paje by night) e bar dove poter mangiare, rilassarsi, affittare ombrellone e sdraio e magari anche bere qualche cocktail al tramonto. Sebbene la zona sia perlopiù popolata da giovani surfisti e amanti del divertimento, non mancano anche hotel di lusso per coloro che preferiscono un’ambiente da luna di miele. È questo il caso dell’hotel White Sands Villas che abbiamo avuto il piacere di visitare grazie alla cortesia della general manager che ci ha accolto, offerto un giro per l’hotel e le ville e ci ha concesso di poter pranzare nell’ottimo ristorante della spiaggia.

IMG_0480.jpg

Il nord

Nel nostro peregrinare siamo giunti nelle bianchissime spiagge del nord, dopo un’oretta di macchina sulle strade selvagge di Zanzibar.

La spiaggia di Nungwi è veramente meravigliosa, nonostante le nuvole nere e minacciose che ci hanno accompagnato per tutta la giornata, il paesaggio era comunque mozzafiato.
Nungwi, come le altre spiagge del nord, è meno soggetta al fenomeno delle maree e il fondale è perlopiù sabbioso, quindi espone meno al rischio dei ricci di mare. Inoltre, grazie all’acqua relativamente alta per tutta la giornata si ha l’opportunità di fare snorkeling durante tutto il giorno.

img_3197

Sulla spiaggia ci sono diversi villaggi turistici, lodges e guest houses come a Paje, anche qui molto carini; per gli amanti del lusso, invece, c’è il famoso hotel “La Gemma dell’Est”, che è una vera e propria oasi da sceicchi.
Abbiamo mangiato in uno dei tanti piccoli ristoranti sulla spiaggia per pochi dollari, basta armarsi di pazienza perché le attese si rivelano spesso molto lunghe.
Attenzione (!) non è difficile trovare i “beach boys” , un po’ ovunque in realtà a Zanzibar, che spesso si offriranno di accompagnarvi al ristorante di qualche loro amico o parente per poi chiedervi dei soldi per il passaggio e facendovi sentire “obbligati” a fermarvi a mangiare lì per più soldi di quelli che normalmente spendereste in un normale bar sulla spiaggia.

Le gite:

Cosa è una vacanza senza qualche gita fuori porta?
Zanzibar offre diverse possibilità per tutti i gusti, dalle camminate nella giungla, alle visite ai villaggi, allo snorkeling; ma andiamo con ordine.

– Spiagge: una volta decisa la spiaggia (o le spiagge) dove alloggiare durante il vostro soggiorno, consiglio vivamente un giro in tutti i meravigliosi spot che l’isola ha da offrire.

– Monkey forest: nell’entroterra dell’isola è possibile fare una gita alla foresta delle scimmie, un percorso a piedi o in bici dove, oltre alla magnifica vegetazione, è possibile ammirare le piccole scimmiette dal pelo rosso tipiche di Zanzibar, il Colobo Rosso. 
Il tour avviene nel pieno rispetto della specie, ovviamente non è possibile né offrire cibo né toccare le scimmie che se ne stanno indisturbate sui loro rami a mangiare piccoli fiori. A differenza di altre specie di scimmie, queste non sono state dispettose e non hanno cercato di prenderci gli occhiali o la macchina fotografica! Anzi, ci giravano tranquillamente tra i piedi come se non esistessimo.

Processed with VSCO with a2 preset

– Passeggiata alla barriera corallina: come ho menzionato prima, sulle spiagge di Zanzibar è pieno dei locali beach boys che per pochi dollari vi accompagneranno alla barriera corallina durante le ore di bassa marea. Lì potrete ammirare stelle marine, ricci albini, coralli colorati. È un po’ lunga la strada ma ne vale assolutamente la pena.

IMG_3063.JPGIMG_0433.jpgN.B. NON È STATO FATTO DEL MALE A NESSUN ANIMALE PER FARE QUESTA FOTO.

– Villaggi locali: vale la pena fare un giro nei villaggi locali con una guida per farsi una vera e propria idea della vita zanzibarina e per acquistare dei prodotti artigianali locali, contrattazione è la parola d’ordine.

– Butterfly forest: come la foresta delle scimmie, anche la foresta delle farfalle offre un percorso per ammirare le diverse specie e i loro vivaci colori.

Nakupenda beach, la lingua di sabbia: questa è una vera chicca da non perdere a Zanzibar. È una lingua di sabbia in mezzo al mare, appena fuori la costa ovest. Con partenza dalla capitale, Stone Town, si può prendere una delle tante barche tipiche (contrattando prima il prezzo) che vi porterà alla lingua di sabbia prima di pranzo. Lì si può nuotare nelle meravigliose acque cristalline, rilassarsi sulla sabbia e godersi un pranzo a base di pesce fresco preparato per voi direttamente lì.

IMG_3322.JPG

– Prison island: vecchia prigione di schiavi di Zanzibar, ora trasformato in un “santuario” per le tartarughe giganti, le testuggini. Qui si può passeggiare tra le tartarughe, offrire loro della lattuga da mangiare e poter accarezzare loro il collo (una pratica che queste simpatiche centenarie sembrano molto amare).

IMG_3323.JPGIMG_0692.JPG

– Gita in barca (ngalawa): in molte spiagge è possibile prendere una barca per farsi portare negli spot migliori per lo snorkeling e per nuotare.

– The blue lagoon: spot per lo snorkeling dove è possible ache avvistare i maestosi ed innocui squali balena.

– Pemba, l’isola degli stregoni: poco fuori dalla spiaggia di Nungwi si trova Pemba, ovvero l’isola degli stregoni. In meno di mezz’ora di barca ci si può far accompagnare da una guida per visitarla (è infatti impossibile andare da soli). Purtroppo, a causa di una tempesta improvvisa non siamo riusciti ad andare durante la nostra giornata al nord dell’isola. Ma sono sicura sia un’interessante gita per scoprire gli aspetti antropologici e mistici di una cultura.

– Uno o due giorni in Tanzania al parco naturale Serengeti: diverse agenzie offrono voli in giornata con partenza prima dell’alba per raggiungere la riserva naturale del Serengeti per una giornata o due di safari. Lo spettacolo naturale che può offrire il Serengeti è veramente mozzafiato e le specie che si possono ammirare innumerevoli.
Il più delle agenzie propongono soggiorni in tende di lusso proprio in mezzo alla riserva naturale.

Stone town:

La capitale della città è sicuramente da visitare durante un soggiorno a Zanzibar; da Kiwengwa è raggiungibile in meno di due ore di macchina.
Noi abbiamo deciso di girare la città con una guida, ma anche da soli si può tranquillamente girare.
I punti più interessanti sono sicuramente: la residenza del Maharaja, il palazzo delle meraviglie, i bagni hammam e il forte arabo. Ma anche semplicemente girare per le vie della città e godersi i negozi di artigianato locale, le partite a pallone dei bambini tra le strade e un buon cocktail al tramonto nell’hotel più antico di Stone Town, il “The Africa House”.

IMG_0597

Per avere un assaggio più approfondito di Zanzibar, guardate il nostro video:

The Travel Pineapples – Zanzibar (2016)

3 risposte a "Zanzibar – il Paradiso in Terra"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...