Giordania: una terra magica.

Il nostro viaggio di capodanno quest’anno non ci ha portato in mete esotiche del Sud-Est Asiatico, ma in un paese tra i più belli del Medio Oriente. La scelta di andare in Giordania non è stata facile, abbiamo ricevuto informazioni diverse e spesso contraddittorie sulla sicurezza del paese; sicuramente i “vicini” della Giordania non sono famosi per la loro stabilità politica (vedi: Siria, Palestina/Israele) e questo spesso spaventa i turisti meno “avventurosi” che rinunciano ad andare.
Non ci siamo fatti spaventare dalle esagerazioni dei mass media e dei “sentito dire”, questo non vuol dire che ci siamo buttati alla cieca, ci è bastato consultare la Farnesina e partire informati. La Giordania è infatti uno dei paesi più all’avanguardia e “occidentalizzato” del Medio Oriente, c’è libertà, tranquillità e stabilità e per questo è considerato un’oasi di pace geograficamente parlando.

Fatta questa introduzione vorrei sottolineare che per tutto il tempo in cui siamo stati lì non ci siamo mai sentiti a disagio o in pericolo, in Giordania abbiamo incontrato alcune delle persone più gentili e di cuore di sempre, ci siamo sempre sentiti i benvenuti ovunque e il nostro viaggio è andato liscio come l’olio.

Il clima

Siamo stati in Giordania tra dicembre e gennaio, per le vacanze di Natale e Capodanno. Il clima è abbastanza freddo, non come in Italia, ma un cappotto e un maglione pesante ci vuole sia ad Amman che a Petra, ma soprattutto (e con nostra grande sorpresa!) nel deserto, dove i venti possono essere gelidi e forti. Il Mar Morto gode invece di un clima più temperato, primaverile, abbastanza caldo da stare tranquillamente in spiaggia e fare il bagno. Può capitare qualche giorno di pioggia, fortunatamente noi ne abbiamo trovato solo uno!

Ma veniamo a noi.

Siamo arrivati ad Amman, la capitale, con un volo Royal Jordanian da Istanbul (dove ci siamo fermati a trovare degli amici). Finora posso dire che la Royal Jordanian è la compagnia più puntuale con cui abbiamo mai volato e anche la migliore per il rapporto qualità-prezzo, si hanno 23kg di bagaglio imbarcato in classe economica, lo spazio per le gambe è molto più ampio rispetto alle altre compagnie, l’intrattenimento di bordo di alta qualità e anche il cibo non era male (per essere un vassoietto da aereo).

Per questo viaggio abbiamo collaborato con la Jordan Select Tour e la loro operatrice Ornella, che ci ha aiutato a rendere il nostro viaggio personalizzato alle nostre esigenze. Trovate il loro link di seguito per vedere i loro viaggi su misura qui.

Il nostro è stato, ancora una volta, un viaggio itinerante durante il quale abbiamo toccato le tappe principali del paese, quindi ora fatevi un the o prendete degli snack, mettetevi comodi e seguitemi!

Amman

Amman è la capitale, come ho già menzionato, nonché uno dei principali centri abitativi ed economici di tutto il paese. Ci sono voli diretti da Milano, anche se non tutti i giorni, e in tre ore arriverete comodamente in Giordania.

Amman è tipicamente mediorientale, dimenticatevi gli sfarzi di Dubai e Abu Dhabi, i palazzi faraonici e le berline di lusso, Amman è caotica, rumorosa e un po’ decadente, per strada sentirete ogni tipo di odore, dagli scarichi delle macchine, alle spezie, agli incensi profumati, ma conserva un cuore ricchissimo di cultura, interamente da scoprire.

La Giordania è un paese profondamente religioso, cinque volte al giorno la vita si ferma per sentire il canto del muezzin, che si irradia dai minareti delle ottocento moschee in città; devo dire che è stata un’esperienza veramente particolare, non era la prima volta che assistevo a questo avvenimento ma per la prima volta ho davvero visto il mondo fermarsi: come se gli orologi smettessero di andare avanti ognuno smette la sua occupazione, qualunque essa sia, i rumori tacciono, non c’è più segno del caos che fino ad un minuto prima ti circondava, sembra persino che gli uccelli si fermino ad ascoltare il richiamo alla preghiera.
(Tuttavia, la prima mattina, ancora nel torpore del sonno, l’ho scambiato per l’allarme antincendio).

L’hotel

La Jordan Select offre viaggi di lusso e per stavolta anche noi ci siamo voluti viziare, senza rinunciare al gusto autentico che caratterizza le nostre avventure; per questo abbiamo seguito il loro consiglio e abbiamo soggiornato all’Amman Rotana Tower – la costruzione più moderna e alta della città dalla quale potrete ammirare la cittadella antica fatta di pietra bianca. La torre è infatti altissima e fatta principalmente di vetrate cielo-terra che lasciano senza fiato per la vista che ogni mattina, quando apri gli occhi, ti trovi davanti.

Il Rotana Tower è veramente stupendo e fa parte di un più grande progetto di innovazione e modernizzazione della città, un nuovo “downtown” che per qualche minuto ti fa persino dimenticare dove sei!

Cosa fare e vedere ad Amman

Tre giorni sono bastati per girarla tutta e fare anche un paio di escursioni nelle cittadine vicine, nonostante ciò Amman ha tantissimo da offrire culturalmente parlando.

  • Amman Citadel: bisogna ricordare che la Giordania fu colonizzata dall’antica Grecia e a seguito da Roma e tutt’oggi si possono vedere ancora le tracce della storia antica. La Cittadella è infatti un sito archeologico di era romana in cui si ergono ancora le rovine di un tempio e della gigantesca statua di Ercole che troneggiava sulla città dall’alto. Ma la Citadel non è solo questo, in essa si fonde la storia romana con quella più recente islamica, infatti oltre al tempio di Ercole si può ammirare un tempio di era Umayyad in stile bizantino. Dalla Cittadella si può ammirare tutta la città, costruita in pietra bianca, con le case brulicanti sui colli.IMG_4352.jpg
  • Downtown e il mercato alimentare: se volete fare acquisti autentici, Downtown è il vostro posto. Il quartiere centrale della città è interamente un mercato, diviso per prodotti: troverete vie solo per il commercio dell’oro, altre per il commercio dei vestiti e altre ancora per il commercio del cibo. Sono sempre convinta che nei mercati risieda un po’ il cuore della vita cittadina di questi paesi che ancora vivono molto la realtà della comunità cittadina. Il mercato che ci ha colpito di più è stato quello alimentare, dove eravamo gli unici turisti che quasi quasi erano loro a voler fotografare noi.
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  • Anfiteatro romano: altra traccia dei tempi antichi è il teatro romano nel bel mezzo di una piazza in città, al cui interno troverete anche una mostra dedicata ai costumi tipici giordani.
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  • Gerasa (Jerash): a soli 20 minuti in auto dalla città si trova il sito archeologico di Jerash, antica città romana perfettamente conservata. A Cerasa troverete la pavimentazione originale sul cardo e sul decumano, un colonnato che ancora oggi si estende per tutta la lunghezza della via principale dell’antica città e fiancheggia la piazza circolare. Sicuramente una meta da non mancare per gli amanti dell’archeologia.

    Il Mar Morto

Non si può non provare la bellezza di galleggiare nel Mar Morto almeno una volta nella vita perché è un’esperienza sensoriale a 360 gradi, una sensazione veramente indescrivibile. Quale miglior occasione per tuffarsi nelle acque più salate al mondo se non un viaggio in Giordania?

Abbandonate il tram tram della città e concedetevi il lusso di rilassarvi per almeno ventiquattro ore; stare sul Mar Morto è un vero e proprio soggiorno benessere, quasi tutti gli hotel infatti sono dotati di Spa attrezzatissime, piscine riscaldate e non e una spiaggia dove spesso si trovano grandi vasi che contengono i fanghi neri.

Noi siamo stati al Marriott, la spa è veramente bella e pulita, c’è anche una piscina con l’acqua marina al chiuso, di modo che se piovesse o fosse troppo freddo fuori potrete provare comunque l’ebbrezza di galleggiare.

Dopo una giornata in giro ci siamo veramente rilassati tra bagni caldi, sauna, massaggi e fanghi e ci siamo pure addormentati sui lettini della spa. Io vi giuro, erano i più comodi che avessi mai provato!

Certo, la zona è molto turistica ma vi assicuro che dopo solo una giornata sarete rigenerati nel corpo e nello spirito. Potrete fermarvi dopo la vostra visita alla magica Petra, oppure fare come abbiamo fatto noi e andarvi il giorno prima, per essere poi pronti ad affrontare le giornate più intense del viaggio.

Petra, la città dei misteri

Siamo arrivati al punto saliente di questo articolo e anche del viaggio. Infatti, vale la pena di andare in Giordania anche solo per vedere Petra.

La cittadina è piccolissima, conta due hotel e qualche guest house, quindi è meglio prenotare in anticipo poiché i visitatori affollano Petra tutto l’anno, nessun giorno escluso.
Anche qui noi abbiamo soggiornato al Marriott, un po’ vecchio onestamente ma sicuramente di buona qualità; vale la pena stare qui solo per il ristorante libanese che serve delle costolette di agnello caramellate eccezionali e per la vista dalla hall, sulle montagne tutt’attorno.

La nostra giornata è iniziata presto, prima ancora che il sole sorgesse dalle montagne rocciose e accendesse i loro colori ramati. Alle 6:30 del mattino eravamo già dentro il sito, dopo aver acquistato i biglietti per circa JOD ci siamo incamminati all’interno dell’enorme parco archeologico.

Entrare a Petra è come entrare in un mondo parallelo, dimenticate per una giornata la tecnologia e la fretta del mondo moderno e assaporate questo viaggio spirituale e culturale nella “Città dei Misteri”, risalente al 300 a.C.

Dall’entrata ci si incammina verso il Siq, il grande e famoso canyon che porta al Tesoro, la parte più celebre di Petra nell’immaginario collettivo, grazie Indiana Jones.
Dall’entrata fino al tesoro ci sono circa 10-15 minuti di cammino, prendetevela con comodo e fermatevi ad ammirare i colori della pietra, i pochissimi resti del canale di irrigazione e dei bassorilievi che una volta probabilmente decoravano l’intera parete. Grazie all’orario siamo riusciti a non trovare quasi nessuno e ci siamo potuti soffermare a fare diverse fotografie con tutta la calma del mondo.

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Dopo aver camminato tra le strette pareti rosse del Siq inizierete a sentire un lontano brusio, come se la vita si stesse risvegliando e dopo l’ultima curva vi si aprirà la vista del Tesoro di Petra, il tempio di Al-Khazneh. Non so veramente descrivere l’emozione che ci ha dato entrare per la prima volta a Petra, eravamo al contempo in fibrillazione per l’eccitazione e in silenziosa fascinazione. Non posso descrivervi oltre, perché le parole non me lo consentono, vi lascio alcune delle fotografie che ho scattato quel giorno, anche se, essendo sincera, mi tremavano le mani.

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Tuttavia, ciò che la maggior parte della gente non sa, è che il Tesoro è solo la parte iniziale del sito archeologico, dietro di esso si estendono più di altre 10km di templi e tombe; infatti il sito che oggi è aperto ai visitatori è l’antica città pubblica, le case Nabatee non sono ancora state scavate, quello che vediamo è poco meno della metà della città originale, il resto rimane ancora da scoprire.

Dopo la visita al Tesoro, che non è agibile al suo interno, abbiamo proseguito verso il percorso tracciato fino ad arrivare ai piedi del Monastero; quest’ultimo si trova arroccato sulla cima di una montagna, per arrivarvi dovrete affrontare una scalinata da 800 gradini, oppure potrete prendere gli asinelli, pagandoli 10 JOD (contrattando!). Noi abbiamo voluto essere forti e tenaci avventurieri e abbiamo scelto di affrontare la salita a piedi. Onestamente non è stata così male, non è eccessivamente ripida e vale la pena di andare a piedi per gli scorci mozzafiato che si aprono tra i canyon sulla montagna.

Sulla via troverete diverse tende che vendono pashmine, gioielli “berberi” e altri souvenir; qui costano decisamente meno che in città se sapete contrattare bene, una scusa in più per fermarsi e riposare!

La vera rivelazione si trova però sulla cima, quando si apre la vista del Monastero.

La giornata a Petra è stata una giornata di rivelazioni sensoriali, ogni magnifico tempio si cela dietro un muro, una scalinata, una roccia e poi si rivela piano piano agli occhi del visitatore, lasciando chiunque senza fiato.

Arrivati in cima ci si può gustare un the berbero, fatto di spezie e menta, mentre si ammira il paesaggio, riposandosi dopo la salita. Prendetevi poi tutto il tempo per girare nei dintorni e scattare le fotografie, che diventeranno la testimonianza dei vostri ricordi, una volta tornati a casa.

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Scesi dal Monastero ci siamo fermati a mangiare in uno dei due ristoranti all’interno del parco; un buffet piuttosto buono, forse un po’ caro ma non vi è scelta, perciò bisogna adattarsi. Per evitare i grandi gruppi di turisti che ormai affollano Petra andate sul presto, verso le 12:00/12:30 oppure attendete le 14:30, quando tutti gli altri avranno finito. Tuttavia vi assicuro che se anche voi entrerete a Petra all’alba avrete fame piuttosto presto!

Successivamente è iniziata un’escalation di avventure adrenaliniche che non avevamo messo in conto: ci siamo fatti convincere a prendere degli asinelli per vedere “Petra dall’alto”, ovvero per salire sul canyon di fronte al Tesoro e fotografarlo dall’alto.

La prima tappa sono state le Tombe Reali e fin qui tutto bene. Sono veramente belle e impressionanti per la loro grandezza, vale la pena di fermarsi a vederle nell’ascesa verso il monte Olimpo.

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E qui inizia il bello:

Dopo le tombe abbiamo iniziato una scalinata ripidissima a dorso dei muli, slegati e non guidati, infatti ci avevano completamente lasciati soli.
Gli asini tentavano di superarsi e spesso scivolavano a causa della sabbia sui gradini: abbiamo trascorso più di mezz’ora sul dorso dei muli con una parete rocciosa da un lato e uno strapiombo di 200 metri dall’altro, senza possibilità di fuga. Dopo la mezz’ora di panico, durante la quale ho pregato tutti i santi e gli Dei e scritto mentalmente tre volte il testamento ci hanno mollati sul cocuzzolo brullo di una montagna, letteralmente in mezzo al nulla.

Siamo arrivati con le gambe che tremavano, io volevo piangere, Francesco ha giurato di non fidarsi mai più delle mie decisioni, dopo che lo avevo convinto a salire sugli asini perché “amore ma dai, è divertentissimo”. Come no.

Seguiamo quindi delle indicazioni che indicano con una freccia “The best view of the world”, famose a fidarse e finalmente arriviamo su uno strapiombo che rivela la vista del Tesoro dall’alto.

La salita è stata da panico ma ne è valsa la pena, è davvero la migliore vista al mondo. Lì c’è pure una tenda in cui potrete bere the e caffè da tazze mai lavate, il nostro the lo abbiamo barattato per quattro sigarette.

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Se pensavate che le esperienze adrenaliniche si fossero concluse con la terribile scalata, vi state sbagliando, se ci eravamo divertiti a salire, non vi dico quanto a scendere.

Infatti, colui che ci ha servito il the era un beduino strafatto di crack o qualche altra sostanza, ci dice di chiamarsi Eagle e che se lo paghiamo 10 JOD ci può portate giù in 10 minuti. Ora: siamo saliti in più di mezz’ora con degli animali, a piedi per la stessa strada (e unica) ci vuole almeno il doppio del tempo. Quindi come si può scendere in dieci minuti se non volando?

Ovviamente calandosi per una scarpata al 40% di pendenza. Ottimo. E noi senza questionare seguiamo Eagle giù per il burrone. E il nostro amico Eagle ci conduce giù da capitano coraggioso, facendoci scivolare nella nuda roccia e fermandosi, di tanto in tanto, a gridare “Allah Akbar”, così, tanto perché non fa mai male e se devo essere sincera in quel momento mi sarei appellata a qualsiasi dio per arrivare viva e vegeta.
Una volta arrivata con i piedi sulla terra ferma e pianeggiante volevo baciare il suolo.

Amici viaggiatori, abbiamo buonsenso e non fidatevi di Eagle, non replicatelo a casa e prendete la strada lunga.

Dopo la nostra rocambolesca discesa al piano terra si era ormai fatto tardo pomeriggio e il sole iniziava a scomparire oltre le montagne. Un’ultima occhiata al Tesoro, che dopo il tramonto è diventato ancora più rosa, ci viene già nostalgia di questo posto magico, ancor prima di voltare le spalle e ripercorrere la strada che abbiamo fatto la mattina.

Petra è un luogo che avrà sempre un posto speciale nel nostro cuore e rimane, ad oggi, uno dei viaggi più belli ed emozionanti.

Deserto del Wadi Rum

La mattina dopo la sveglia è suonata nuovamente prima dell’alba e stavolta eravamo pronti a scoprire il deserto.

Arriviamo al centro visitatori nel Wadi Rum dopo tre orette circa, lì ci attende un beduino con la sua jeep per portarci nel cuore del deserto. Montiamo in carrozza e iniziamo a guidare, prima su strade asfaltate e po, finalmente sulla terra rossa del deserto.

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Il Wadi Rum, infatti, non è un deserto sabbioso come il Sahara, ma è piuttosto roccioso con massicci che si ergono nel mezzo di pianure sconfinate; l’impressione che si ha mentre si è in mezzo a quella terra rosso fuoco è proprio quella di essere su Marte.

Ci fermiamo ad una sorgente naturale, da qui proseguiamo a dorso di due cammelli.

Avendo solo una giornata per visitare il Wadi Rum non ci siamo potuti spingere troppo in là; per chi ha più tempo si può soggiornare una notte in campi tentati e dormire sotto le stelle.
Tuttavia siamo riusciti a vedere un canyon in mezzo al deserto in cui ci sono delle incisioni antiche, l’insenatura è davvero affascinante e può essere un riparo dai venti fortissimi del deserto. Altra attività da poter fare è scalare la cima dei massicci rocciosi per ammirare del paesaggio a perdita d’occhio dall’alto.

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Dopo tutto questo esplorare, cavalcare e scalare la guida ci ha condotto in una tenda per riposarci e bere del the da sporchissime tazzine che erano lì prima di noi e che a nostra volta abbiamo lasciato lì, dopo averle usate, per i visitatori successivi. Il the comunque era piuttosto buono! E poi, si sa, non si può rifiutare l’ospitalità dei beduini.

Dopo aver bevuto il nostro the ed esserci scaldati, saliamo nuovamente in macchina, il sole sta quasi per calare anche oggi e abbiamo ancora diverse ore di strade prima di arrivare ad Amman. È il nostro ultimo giorno di viaggio, il giorno dopo avremmo preso un volo per l’Oman, ma questa è un’altra storia.

Torniamo in silenzio, guardando il deserto che passa davanti ai nostri occhi nella luce della sera; c’è sempre un po’ di malinconia nelle partenze, anche se sappiamo che questo non è un addio, ma un arrivederci!

Fino al prossimo viaggio, ci godiamo la comodità di casa. E voi? Siete mai stati in Giordania? Come è stata la vostra esperienza? Raccontatela nei commenti se volete e fatemi sapere cosa pensate di questo blog!

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Giulia

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