“Hasta la victoria siempre” – un road trip a Cuba

Ho aspettato di trovare le parole giuste prima di scrivere di Cuba. La verità è che Cuba non è un viaggio facile, né da fare né da raccontare. Nei miei articoli uso sempre toni leggeri, scherzosi e (come direbbe la mia collega di A essere sinceri) “da blogger tutta frizzi lazzi”. Ma Cuba non è l’isola felice che spesso ci vendono, non è solo un paradiso tropicale in cui si sente musica ogni dove; quindi, se state cercando qualcuno che vi racconti la storia felice di Cuba e di come sia facile e divertente girarla, cambiate blog. Se invece cercate un’esperienza reale, ricca di positività, di divertimento ma anche di tanti imprevisti: allora seguitemi pure.

Il nostro viaggio a Cuba ha richiesto circa sei mesi di organizzazione e preparazione, non vi sorprenderà quindi che mi ci sono voluti altrettanti mesi dal rientro per scriverne. Abbiamo deciso di prenotare un volo per la Havana sulla scia del “voglio vedere Cuba prima che cambi”, senza realmente capire cosa volesse dire questa affermazione. Dopo un mese forse – e dico forse – possiamo dare una interpretazione più chiara. Ma andiamo per ordine.

Il volo

Volo con KLM in partenza da Milano Linate, un layover ad Amsterdam di 20 ore e poi da Amsterdam diretti sulla Havana: 9 ore di puro relax a bordo del loro Boeing 777. Grazie alle miglia e alla generosità di KLM che ci ha offerto un upgrading per il compleanno di Francesco siamo riusciti a sperimentare la loro eccellente business class.
I sedili sono – ovviamente – comodissimi, alla pari di un letto, il cibo servito a bordo è delizioso e soprattutto tantissimo: un pasto principale di due portate e diversi snack (tra cui un buonissimo hamburger) durante tutta la durata del volo, l’intrattenimento è vario sia in italiano che in inglese ma ciò che merita davvero una menzione speciale è la cordialità del personale, attento, gentile e che ha brindato con noi per il compleanno del mio compagno di viaggio.
Siamo atterrati alla Havana nel primo pomeriggio piuttosto riposati, sebbene un po’ sballati dal fuso orario.

Grazie KLM per questa bellissima opportunità, speriamo di poter viaggiare nuovamente con voi!

Per prenotare voli a prezzi convenienti e per iscriversi al programma di accumulo miglia Flying Blue  cliccate sul link qui: klm.com

La Havana

La Havana è il cuore pulsante di Cuba, non penso di aver mai incontrato una città con un’anima colorata e vivace come quella della Havana. Girando per le sue strade ne si può percepire l’estrema dualità: lo splendore e la decadenza, si passa nel giro di pochi passi da Parigi a Beirut bombardata.
L’Havana ha molte facce: c’è il cammino del turista, a cui viene steso un tappeto rosso e poi c’è il cammino del turista, con le buche. Le aree più turistiche sono davvero splendide, ristrutturate in tutta la loro gloriosità – ma se volete davvero vedere La Havana dovrete addentrarvi nelle strette vie della Havana Vieja, fare un giro tra le ville decadenti del Vedado, camminare sul Malecon al tramonto, bevendo rum dalla bottiglia. Se vi sintonizzerete con questo contrasto riuscirete a vedere quanto questa metropoli sia enigmatica e schiacciantemente fotogenica.

Dove dormire

La città è divisa in quartieri il cui più turistico è sicuramente La Habana Vieja – c’è poi il Vedado, in cui troverete deliziose ville coloniali ristrutturate e non, il Malecon, l’iconico lungo mare di Cuba dove sorge l’altrettanto iconico Hotel Nacional.
Il mio consiglio è quello di soggiornare alla Habana Vieja per comodità di vicinanza alle attrazioni principali e per stare nel quartiere più caratteristico della città.

L’hotel

Il nostro è stato un vero e proprio road trip, abbiamo quasi sempre dormito nelle casas particulares, dico quasi perché invece alla Havana abbiamo voluto strafare e in collaborazione con la catena Kempinski abbiamo soggiornato al nuovissimo Hotel Manzana Kempinski, questo bellissimo edificio storico si trova nel centralissimo Parque Central e dispone di tutti i comfort di un hotel internazionale. Ciò che troverete al Kempinski non è solo un soggiorno ma una vera e propria esperienza di viaggio.

L’hotel è semplicemente bellissimo, gode di una posizione fantastica nella Havana Vieja e ancora più fantastica è la vista che si può godere dalla bar con piscina panoramica del settimo piano. Anche se non soggiornate al Kempinski vale la pena salire al bar dell’ultimo piano per godersi un mojito ammirando il panorama unico.

Per prenotare l’esperienza Kempinski rivolgetevi direttamente a questo link: Kempinski.com


In ogni caso, la Havana è davvero piena di hotel, casas particulares e ostelli in cui soggiornare, vi consiglio di provare almeno una volta nel vostro viaggio a Cuba l’esperienza di dormire in una casa particular – qui sotto vi metto alcuni link delle mie case preferite alla Havana.

Cosa fare e cosa vedere alla Havana

  • Museo de la Revolucion: una visita alla capitale Cubana non è completa finché non avrete visitato il Museo de la Revolucion! Situato in un palazzo meraviglioso nella Habana Vieja in Avenida Bélgicaal suo interno ripercorrerete i momenti più importanti della rivoluzione cubana, dallo sbarco di Fidel e Che Guevara con la Granma, alla vittoria dopo aver deragliato un treno di Battista a Santa Clara. Il museo è davvero suggestivo, comprende inoltre un piccolo hangar all’aperto dove si possono ammirare repliche delle auto, degli aerei usati durante la revolución e una copia 1:1 del Granma.
    Il museo è aperto tutti i giorni dalle 9:30 alle 16:00.
  • La Habana vieja: il vero cuore della Havana è la Habana Vieja, con i suoi vicoli stretti e caotici, i venditori di strada, i locali in cui gustarsi un mojito. La bellezza della Habana Vieja si trova nei vicoli più improbabili, qui potrete avere un assaggio della vita cubana, non è raro che passando qualcuno vi fermi per chiacchierare, convincervi a portarvi in un ristorante o vendervi qualcosa. Dimenticate l’orologio in camera e godetevi l’atmosfera di questo quartiere unico, bello e decadente allo stesso tempo.
  • Malecon: altro punto iconico della Havana è sicuramente il suo lungomare, conosciuto dai locali come “Malecón” – il momento migliore è il tramonto, prendetevi una bottiglia di rum e andate a vedere la puesta del sol.
  • Un giro tra piazze e monumenti: una camminata di un paio d’ore tra l’Habana Vieja e Plaza de la Revolucion vi porterà attraverso la storia di Cuba, dall’epoca coloniale ad oggi. Partite da Plaza de la Catedral, con la sua chiesa gesuita del 1788, questa è forse una delle mie preferite, ha un’atmosfera particolare che ricorda molto l’Europa. Proseguite poi in Plaza de Armas, una delle più antiche di Cuba, essa risale infatti al 1520. Qui potrete trovare delle panchine all’ombra degli imponenti alberi ma anche un delizioso mercatino! Plaza Francisco de Asis, dedicata appunto a Francesco d’Assisi, con l’omonima chiesa, qui troverete artisti di strada che suonano e cantano, dal mattino fino alla sera. Infine terminate il vostro giro per la Habana Vieja in – appunto – Plaza Vieja, con le sue estetiche casette colorate rispecchia perfettamente l’anima della Habana.
    Per concludere definitivamente il giro vi manca Plaza de la Revolucion, ma per raggiungerla avrete bisogno di un taxi. Si trova in un quartiere più moderno, con grossi condomini degli anni ’50/’60. Questa piazza viene sempre inclusa nei giri con le auto d’epoca, dista circa venti minuti dalla Habana Vieja ed è nota per i murales del Che e di Camilo Cienfuegos – padri della rivoluzione insieme a Fidel – e per l’imponente monumento. Qui Fidel teneva i discorsi pubblici che spesso duravano anche 6 ore – in queste occasioni la piazza si riempiva e tutte le persone attendevano (pazientemente) il discorso del presidente.
  • El Capitolio Nacional: quando si pensa alla Havana si pensa sicuramente al suo Capitolio Nacional, costruito durante l’epoca Batista secondo il modello di Washington DC. Oggi il governo cubano non ha più sede al suo interno, perciò si può visitare il memoriale al militare ignoto nel suo piano terra, la sala dei passi perduti con i suoi eleganti marmi e imponenti soffitti e anche la camera del parlamento. Il Capitolio può essere visitato dalle 9:00 alle 20:00 tutti i giorni al prezzo di 3CUC, i tour guidati costano invece 4CUC ma ne vale assolutamente la pena!
    Di fronte al Capitolio troverete le iconiche e molto instagrammabili casette colorate della Havana:

  • Museo de bella artes: immancabile questo delizioso museo di arte nel cuore della città, situato in un palazzo coloniale davvero stupendo. Ci sono due musei di Belle Arti, uno per l’arte europea e uno per quella sudamericana.
  • Gran teatro Nacional Alicia Alonso: situato nel Paseo del Prado il teatro Alicia Alonso è forse uno dei più bei palazzi della Havana, recentemente ristrutturato. Le visite guidate sono fino alle 16:30 del pomeriggio per piccoli gruppi (circa 10-15 persone), sia in inglese che in spagnolo.
  • Giro in auto d’epoca: non si può andare alla Havana e non fare un giro per la città nelle splendide auto d’epoca. Nel Parque Central, in Calle Zululeta ce ne sono sempre molte parcheggiate. Provate a contrattare il prezzo, noi siamo riusciti ad ottenere 50 CUC per un’ora e mezza per quattro persone. Se riuscite cercate Michi, il nostro autista, un ragazzo davvero simpatico e disponibile, ci ha persino portato a comprare del rum in un’ottima fabbrica! E inoltre ha una stupenda macchina bianca e rosa, cosa volete di più?
  • Andare ad ascoltare jazz a La Zorra y el cuervo: provate l’emozione dal sapore potteriano di entrare in questo locale da una cabina telefonica inglese ed immergervi nel mondo del jazz underground (letteralmente) della Havana. Ogni sera si esibisce un diverso gruppo di artisti della scena nazionale e internazionale. Vale davvero la pena per vivere una serata fuori dal comune.
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Dove mangiare alla Havana

La scena culinaria della Havana è sicuramente la più vasta e la migliore del paese, qui potrete trovare diverse pietanze, buoni ristoranti e bar. Per il resto delle città non potrei dire lo stesso, ma farò del mio meglio per guidarvi a mangiare sempre un buon piatto.

Prima di iniziare a dirvi dove mangiare, vi dirò dove non mangiare, La Guarida è diventato negli ultimi anni uno dei locali più famosi grazie al film girato qui, il posto è sicuramente molto bello, situato in un palazzo antico con dipinti di Fidel sulle pareti, un elegante sala con colonne e archi e arredato in modo curioso. Tuttavia il rapporto qualità-prezzo è del tutto sballato, cibo costosissimo ma non buono, servizio al tavolo mediocre per non contare il fatto che abbiamo prenotato con 3 mesi di anticipo per assicurarci un posto e il giorno prima mandano una mail cambiando l’orario prestabilito, dicendo che se volevamo potevamo andare alle 18 oppure non andare affatto. Non avendo letto la mail (vista l’evidente mancanza di internet a Cuba) siamo andati alle 20:00 come prenotato circa 90 giorni prima e hanno cercato qualsiasi scusa per non farci sedere, cedendo solo quando abbiamo nominato TripAdvisor. Ma qui non sono su TripAdvisor quindi posso dire: stateci alla larga e al massimo andate a scattare qualche foto e bervi un cocktail al costoso bar – che almeno è a entrata libera.

Bene, uomo avvisato mezzo salvato, ora posso dirvi dove andare per mangiare bene e godere di una buona atmosfera:

  • El Dandy: sembra un garage restaurato, con foto delle sue “vite” passate alle pareti. Giovane, carino, pulito e sopratutto serve i migliori tacos di pollo che io abbia mai mangiato, abbinati a una bella Presidente ghiacciata sono spettacolari. I prezzi sono davvero bassi, standard di Cuba. Lo trovate in Plaza de Christo, vicino al famoso negozio Clandestina!
  • 5 sentidos: situato in una piccola vietta della Habana Vieja sembra più di essere nel quartiere Roma di Città del Messico, localino chic che serve pesce e carne di altissima qualità, l’insalata tropicale di polpo era deliziosa! Siamo tornati ben due volte!
  • El del frente: in Calle O’Really, letteralmente “quello di fronte”, perché so trova appunto dall’altro lato della strada di “O’Really 304”, il suo locale “gemello”. Il del Frente però assomiglia più a un café di Soho o del Green Village, i prezzi sono buoni, i piatti ancora di più e i cocktail sono un sogno ad occhi aperti che ancora oggi ripenso con nostalgia alla migliore pina colada che io abbia mai bevuto. Andateci e non ve ne pentirete!
  • Paladar los Mercaderes: situato in – avete indovinato – Calle Mercaderes, nel cuore della Habana Vieja, questo ristorante tradizionale ci fa fare un salto negli anni ’50. Gli arredi pesanti in legno scuro decorati di pizzi e merletti, le fotografie d’epoca con slogan politici e non, il suono di un violino che accompagna la cena sono ciò che potrete aspettarvi qui. Il cibo non era eccezionale ma ho un ricordo così dolce di questo posto che mi sento di consigliarvelo con tutto il cuore.

Dove bere alla Havana

Bene, miei cari amici degli alcolisti ormai non più anonimi, ora ci dedichiamo ad una parte imprescindibile del viaggio a Cuba: l’alcool. E ormai risaputo che Cuba è la patria dei sigari e soprattutto del rum, ma anche del daiquiri e del mojito; non è una patria di sicuro la patria degli astemi e quindi, durante il vostro viaggio a Cuba, non potete non farvi un giro dei bellissimi locali della sua stupenda capitale!

  • El del Frente: come ho già detto, al del frente non servono solo piatti deliziosi ma anche i migliori cocktail di tutto il mondo – a mio modestissimo parere -. Hanno una selezione davvero interessante e non c’è niente di meglio che godersi una di quelle pina coladas, che mi hanno rubato il cuore, sulla piccola terrazza all’ultimo piano, godendosi l’aria umida dell’estate.
  • El Floridita: iconico luogo alla Havana, il Floridita si dice essere “la cuna del daiquiri” – la culla del daiquiri – nonché il posto preferito di Hemingway in città, di cui ospita ancora una statua, appoggiata al bancone. Noi il daiquiri lo abbiamo provato e possiamo assicurarvi che è davvero buono! Ciò che rende speciale questo posto è l’atmosfera retrò con i piccoli tavolini in ferro battuto e legno scuro, le pesanti tende che separano la sala da pranzo dal bar, il bancone laccato di rosso e i camerieri con lo smocking bianco… e sembra subito di essere negli anni ’50.
  • Sloppy Joe’s: altra icona della Havana, questo locale ha mantenuto il fascino di una volta, i cocktail sono buoni e la parte più bella è stare a curiosare le foto d’epoca appese per tutto il perimetro della sala.
  • Fabrica de arte cubano: una galleria d’arte che ospita mostre, eventi, un cinema occasionale e una discoteca. Una vera fabbrica di arte e artisti che la sera si trasforma nel ritrovo più “in” della città. Se siete amanti del divertimento notturno ma anche dell’arte, di qualcosa che più che di Cuba sa di New York, questo è il posto per voi!

Shopping alla Havana

Dal momento che la Havana è l’unica città in cui ci si possa sbizzarrire un po’ con gli acquisti, ho deciso di dedicare un’intera sezione ai meravigliosi negozietti che ho incontrato durante il viaggio e che vi consiglio di visitare se volete trovare qualche pezzo unico:

  1. Clandestina: vicino a Plaza de Christo c’è questo piccolo negozio hipster – qui troverete dei veri souvenir made in Cuba: t-shirt, felpe, borse in tela, astucci, spallette e stampe con slogan e grafica fatta dagli artisti del Clandestina. Se avete qualche giorno possono anche produrre una stampa personalizzata!
  2. Piscolabis: accessori di qualsiasi tipo e per qualsiasi occasione: borse, occhiali, bigiotteria, ma anche arredamento dal gusto vagamente New Age. Si trova vicino alla Bodeguita del medio.
  3. Memorias: questo è sicuramente il mio preferito di tutta la serie. In questa cartoleria potrete trovare giornali e rivista d’epoca originali, stampe degli anni ’30 e ’50 ma anche stampe con slogan politici e una serie di altri ninnoli che vi terranno prigionieri lì dentro per ore! La figlia dei proprietari sa l’italiano ed è estremamente  cortese, sarà disposta a spiegarvi la storia di ogni pezzo. I prezzi non sono a buon mercato ma ne vale assolutamente la pena!

Quando è arrivato il momento di lasciare la Havana, nonostante ci aspettasse ancora un mese di viaggio, ci siamo sentiti stringere il cuore. L’Havana ci ha stregati con il suo fascino, c’è però da sapere una cosa: l’Havana ha molte facce, c’è il cammino del turista, a cui viene steso un tappeto rosso – e poi c’è quello dei locali, con le buche ed è proprio questa dualità che rende questa metropoli enigmatica e di una fotogenici schiacciante.

La Havana sorride al turista in due modi: uno con la dentatura splendente e l’altro con la dentatura rotta, però sorride. L’Havana sorride sempre.

El tiempo castiga, pero quando se alarga demasiado ironicamente acaba premiando y es el color del tiempo lo que da a la Habana su personalidad y atractivo. Una mujer conservada nel tiempo sin cirugías, sin maquillaje, con sus cicatrices expuestas y dispuesta a contar su historia.

La Havana sonríe al turista de dos formas: una con la dentatura reluciente y la otra con la dentadura rota; però sonríe. La Habana siempre sonríe.
– Alan  por el mundo

Santiago de Cuba

Dopo un volo surreale con la compagnia Cubana Air abbiamo raggiunto Santiago dalla Havana. L’unico modo per raggiungere Santiago è con l’aereo, a meno che non vi vogliate fare 890 km in auto, in tal caso, auguri. Non che con l’aereo sia tanto più breve perché tra assurdi ritardi e altrettanto assurde procedure di imbarco, sulle quali preferisco sorvolare, ci abbiamo messo quasi 6 ore.

Ciononostante, siamo arrivati sani e salvi a Santiago e siamo ancora qui per raccontarlo.

Santiago de Cuba è forse la città meno turistica dell’isola, qui avrete modo di vedere davvero come vive la popolazione cubana. Le persone sono estremamente gentili e curiose, vi fermeranno spesso per chiacchierare, chiedere da dove venite e farvi le più disparate domande che alla fine non capirete più se siete voi i turisti o l’attrazione turistica.

A Santiago abbiamo scelto una casa particular più simile ad un bed and breakfast, l’Hostal Heredia e lo consiglio davvero vivamente! Le camere sono semplici ma pulite, la colazione buona e abbondante, fatta di crepes, pane caldo, uova, succhi freschi e la deliziosa marmellata di guava, il tutto annaffiato da caffè a volontà! I proprietari sono gentilissimi, pronti ad aiutarvi in qualsiasi cosa e ad organizzarvi le visite giornaliere.

Cosa vedere e fare a Santiago de Cuba

  • Partendo da Parco Cespedes potrete visitare: la casa di Diego Velazquez, la più antica residenza appartenuta al conquistatore spagnolo, fondatore delle principali città di Cuba e la Cattedrale di Nuestra Senora de la Asuncion. Da qui potrete proseguire per la via principale José Antonio Saco arrivando fino al Campo de Marte. Lungo questa coloratissima via potrete trovare qualche negozio di artigianato locale, persone che giocano a domino all’ombra degli alberi, venditori ambulanti, qualche bar o piccola pasticceria e potrete godervi tutto il fracasso della via più affollata della città.

  • Il punto imperdibile di Santiago è il Quartel Moncada, culla della Revolucion, poiché proprio da qui ha inizio la rivoluzione cubana per mano di Fidel Castro. Qui potrete visitare il Museo Historico 26 de julio in cui si ripercorrono passo per passo i primi momenti della rivoluzione, quando Fidel, Raul e il Che attaccarono la caserma Moncada, proprio il 26 di luglio 1953.
  • Per approfondire la vostra conoscenza sulla rivoluzione dovrete andare fino al Museo della lotta clandestina, nella ex sede della polizia. Qui vi troverete davanti alla storia senza filtri né abbellimenti: divise ancora macchiate di sangue, lettere originali, foto cruente che vi faranno toccare con mano la tragicità e l’eroicità della rivoluzione cubana.
  • Infine, fate un salto al Cimitero monumentale di Santa Ifigenia, dove sono sepolti tutti coloro che hanno fatto la storia di Cuba: da José Martì a Fidel, passando anche per il Signor Bacardi.
  •  Per concludere la vostra giornata andate a vedere il la puesta del sol al Castillo del Morro, una fortezza che oggi ospita il museo navale e della pirateria. Da qui potrete ammirare la costa e assistere al colpo di cannone ogni giorno al tramonto.
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Dove mangiare a Santiago

  • St. Pauli: locale strano sulla via principale ma il polpo all’aglio è davvero buono!
  • La Karreta: qui potrete assaggiare le aragoste cubane, davvero niente male!

Bayamo

Bayamo più che una tappa interessante è stata una tappa obbligata per spezzare il viaggio. La città è piccolissima, di casa particular non ne abbiamo trovate e l’unico hotel, il Royalton, sembra quello di shining. Entrando sembra che nulla sia stato modificato – o spolverato – dal 1948, receptionist compresa.

Tuttavia accanto all’hotel, nella piazza principale, c’è un museo di storia con una collezione di grammofoni dal 1800 in poi. La direttrice è una persona splendida e se chiedete, vi farà ascoltare anche i vinili sui vari grammofoni.

Il bello della città è sicuramente il suo fascino retrò, la sera la piazza, in cui sorge un cinema mono tematico sulla rivoluzione, si riempie di gente che passeggia, chiacchiera e si connette al wifi pubblico. È un bello spettacolo da vedere, qualcosa che mi richiama giorni e usanze persi.

La mattina dopo eravamo già in viaggio per Camagüey sulla nostra Oldsmobile:

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Camagüey

Dopo circa 4 ore sobbalzando sui sedili molleggiati della sopracitata e scassata macchina del 1954, siamo giunti a Camagüey, una piccola città nel centro del paese.

A Camagüey siamo stati in un Airbnb davvero carino, avevamo due stanze in casa di una famiglia tra le più squisite che abbiamo incontrato. La padrona di casa ci ha preparato un succo di mango fresco appena arrivati e mi ha chiamato “mamita” per tutto il soggiorno, per cui non le si poteva non volere bene.

Vi lascio qui sotto il link del nostro airbnb e quello di un’altra casa particular nel centro di Camagüey, la Casa Madiba, un progetto intitolato, per l’appunto, a Mandela per i diritti civili.

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Casa Madiba

Airbnb

Cosa vedere e fare a Camagüey

  • Tour in bici-taxi per le piazze: saltate su uno dei tanti bicitaxi che girano per il centro (contrattando prima il prezzo e la durata) e godetevi il paseo per le labirintiche vie della città, da Plaza del Carmen a Plaza San Juan de dios avrete modo di visitare il centro e le piazze più belle, fermandovi quando volete per scattare qualche foto… e far riposare il vostro autista!

  • Visita allo studio d’arte di Martha Jimenez: situato in Plaza del Carmen questo atelier di arte vende sculture, serigrafie e dipinti, se siete fortunati potrete anche incontrare l’artista di persona che è sempre disponibile per fornirvi un piccolo tour dello studio, illustrare le sue opere e anche per una foto!
    Le sue più belle sculture sono esibite nella piazza, la più iconica è “Las Chismes” – ovvero “Le pettegole”, con le quali potete sedervi per sparlare allegramente.
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  • Passeggiata serale al quartiere dei cinema: a Camagüey c’è un intero quartiere con tanti piccoli cinema che sembrano essersi fermati agli anni ’40 – qui si possono vedere film in bianco e nero dal gusto di “Via col vento” e film sulla revolucion, a voi la scelta! Vale davvero la pena però passeggiare in questa via che sembra uscita dagli Hollywood studios di Los Angeles.
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Dove mangiare a Camagüey

Diciamo che il panorama culinario non è esattamente il forte di questa città, però cercherò di suggerirvi qualche posto carino dove mangiare abbastanza bene.

  • Casa Madiba: sì, potete anche visitare la casa particular anche solo per un pranzo o una cena in una delle loro fresche salette o nel loto grande cortile sul retro. Il cibo è molto buono, l’accoglienza è “all’italiana” poiché il proprietario ha vissuto per parecchio tempo a Roma.
  • La Isabela: il cibo lascia davvero a desiderare, quando c’è. La sera in cui siamo andati noi c’era solo una specie di “pizza” margherita o al prosciutto e birra. Nient’altro. Cosa ci andate a fare? L’impagabile esperienza di cenare in un ex cinema seduti su sedie da regista e circondati da vecchie pellicole appese ai muri. E pagare una cena 3 Euro. Anche quello.
  • Restaurante 1800: posto carino e cibo ok… o forse avevamo solo fame!

Trinidad

Dopo un paio di giorni nella soleggiata Camagüey siamo ripartiti alla volta di Trinidad, una delle tappe più belle di questo viaggio.

Dopo circa 4 ore e mezza di strada dissestata siamo arrivati nel centro di Trinidad, dove si trovava la nostra Casa Particular.

Dove dormire a Trinidad

È scontato che il mio consiglio sia di alloggiare in una delle tante e belle case particular che Trinidad offre, non solo perché così avrete modo di stare in pieno centro, ma anche perché a Trinidad c’è una casa particular circa ogni due porte.

La nostra casa l’abbiamo trovata su Airbnb, è stato forse il soggiorno più bello fatto a Cuba. La casa è questa: Casa Doña Cuca

Si trova in una delle strade principali della città, a cinque minuti dalla piazza e dalle principali attrazioni. Stando a casa della signora Teyi avrete modo di avere tutta per voi una dimora storica dal sapore rustico (ma comunque dotata di ogni comfort), inoltre la proprietaria prepara tutte le mattine una deliziosa colazione (marmellata di guava anyone?) e offre pure corsi di cocktail – una scusa in più per mascherare il vostro alcolismo.

Tuttavia, come dicevo prima, Trinidad pullula letteralmente di casas particulares, quindi c’è solo l’imbarazzo della scelta. Ve ne elenco sotto un paio tra le più belle che abbiamo visitato.

Cosa fare e vedere a Trinidad

Trinidad è una delle città più turistiche di Cuba, quindi offre una grande quantità di attrazioni turistiche.

Il centro storico è uno dei più belli che abbiamo visitato, interamente pavimentato con pietre e sanpietrini (quindi bando ai tacchi e alle scarpe scomode) ricorda il suo passato coloniale grazie alla bella piazza centrale con la chiesetta gialla e il campanile, simbolo della città.

  • Tour nel centro storico: come dicevo, il pezzo forte di Trinidad è il suo centro storico. Stretti vicoli che in pendenza, piazze coloniali, edifici colorati con grandi finestre che danno sulla strada. Perdersi il centro di Trinidad è un delitto, prendetevela con calma ed esplorate ogni angolo di questa città.

  • Museo di archeologia e di architettura: entrambi situati nella piazza principale, uno di fronte all’altro, questi piccoli musei ripercorrono la storia di Cuba, dalla più antica al periodo coloniale. Non sono fornitissimi ma vale comunque la pena di visitarli; se alloggerete a Casa Dona Cuca potrete godere di un tour privato e approfondito, dal momento che la proprietaria è anche l’archeologa.
  • Barrio Los Tres Cruces: abbiamo scoperto questo quartiere grazie alla passeggiata fotografica proposta dalla Lonely Planet. Questo barrio non ha nulla a che fare con la Trinidad turistica, pulita e carina che avrete visto fino ad ora. Qui è dove la realtà della vita cubana vi viene sbattuta in faccia senza troppi fronzoli perché, come avrete modo di vedere, a pochi passi dal bel centro ci sono delle vere e proprie favelas. Tuttavia non dovete aver paura, Cuba è uno dei paesi più sicuri per i turisti e anzi, nonostante il quartiere non sia nulla di bello da vedere, ciò che c’è davvero di eccezionale, qui, è la gente che vi abita. Verso sera li troverete seduti sull’uscio di casa a godere dell’aria fresca, i bambini giocano per strada, occasionalmente saltando nelle pozze create dall’ultimo acquazzone, vi fermeranno per chiacchierare, saranno disposti persino ad invitarvi nelle loro umili case per offrirvi un caffè e qualcosa da mangiare. Non siate diffidenti, anzi, chiedete, chiacchierate e accettate gli inviti perché con ogni probabilità sarà una delle più belle esperienze che farete a contatto con la popolazione. Dal canto nostro, tuttavia, non ci pareva carino non ricambiare tanta generosità o offrire denaro in cambio di qualche foto e di una chiacchierata, quindi, prima di partire, ci siamo muniti di ogni oggetto che non usavamo più: t-shirt, matite colorate, borse, astucci, penne, abbiamo rubato tutti i campioncini dell’hotel alla Havana e li abbiamo man mano dati ai nostri vari ospiti e – occasionalmente – modelli delle mie foto.

     

  • Museo di storia: il museo non è nulla di che, ciò che è veramente speciale qui è la vista dall’alto che si gode salendo fin sopra la sua torre.
  • Tempio della santeria: la santeria è la religione indigena di Cuba, un misto tra sacro e profano. Qui avrete modo di assistere ad uno dei rituali per la dea del mare, Yemallà e vedere come le persone vivono la religione.
  • Gita a Playa Ancon: nominata una delle più belle spiagge di Cuba, dista pochi km da Trinidad. Se non avete in programma di fermarvi ad un Cayo vi consiglio vivamente di godervi il mare caraibico di Cuba qui.
  • Valle de Los Ingenios: la storia della schiavitù a Cuba è ben nota, specialmente quella delle piantagioni di canna da zucchero. Vicino a Trinidad avrete modo di visitare più di una piantagione, le case coloniali e le loro torri per osservare gli schiavi al lavoro. Non è un capitolo felice, eppure non va dimenticato, dal momento che lo zucchero fu ed è una delle ricchezze più grandi di Cuba. La bellezza dei posti e della loro natura cozza tuttavia con ciò che ricordano.
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Vita notturna a Trinidad

La vita notturna a Trinidad è viva tanto quanto quella della Havana, solo in scala ridotta; purtroppo siamo stati lì solo tre sere e quindi non abbiamo avuto modo di sperimentare tutto ciò che la città offre, ma qui sotto potrete trovare una lista degli hotspot testati:

  1. Iniziare la serata con una canchanchara: dopo cena è ora della canchanchara, dirigetevi nell’omonimo bar per iniziare a scaldare l’atmosfera. Qui non troverete solo un delizioso (e iconico) drink, ma anche della musica dal vivo.
  2. Aprire le danze alla Casa della Musica: proseguite la vostra serata alla casa della musica per ballare salsa e bachata, qui i cocktail sono costosi e lasciano a desiderare, quindi concentratevi sui passi di ballo!
  3. Continuare fino al mattino alla Cueva: la notte di Trinidad è giovane, dopo la casa della musica potrete andare a ballare in una discoteca ricavata nella roccia. A dieci minuti a piedi dalla piazza centrale si trova La Cueva, attenzione però, la strada è in pendenza e dissestata, quindi date priorità alle scarpe comode!
    La musica è principalmente raeggeton ma ciò che è davvero sensazionale è l’atmosfera, scenderete di una cinquantina di metri sotto terra in una vera e propria grotta illuminata!

Dove mangiare a Trinidad

Come l’Havana, anche Trinidad vanta un panorama culinario niente male, le opzioni sono molteplici ma a causa della grande affluenza di turismo chiedete ai vostri padroni di casa di prenotare per voi.

  • La Ceiba: questo ristorante è forse stato il mio preferito, è stato costruito attorno ad una ceiba gigante, potrete cenare sotto la sua folta chioma e attorno al suo maestoso tronco. L’ingrediente clue è il miele, ogni cosa verrà fatta con miele di produzione propria – una canchanchara da farsi sparare direttamente in vena e un pollo caramellato delizioso!
  • Guitarra mia: altro locale buono e carino con accompagnamento musicale dal vivo.
  • Sol Anada: più che un ristorante sembra un museo, questo originale locale fu una casa coloniale apparente ad un ricco proprietario, cenerete tra le porcellane francesi, il letto in ferro battuto e i grossi cassettoni in legno pesante. Infatti i tavoli sono stati inseriti all’interno dell’arredamento della casa, come se essa fosse ancora abitata!
  • Paladar San José: qui c’è sempre fila e un motivo ci sarà! Il cibo è buono e vario e l’atmosfera è giovane – cercate di prenotare il prima possibile!
  • Ristorante El Dorado: nonostante il nome dia l’apparenza di un locale turistico vi posso assicurare che il posto vale davvero la pena. Qui ho mangiato la ropa vieja migliore della vita.

Ode alla canchanchara

In questo paragrafo mi avete sentito nominare la canchanchara più volte. Ebbene, durante il mio soggiorno a Cuba ho capito di essere una fan del rum e ho capito anche la disperazione di Jack Sparrow nel vedere il suo rum bruciato da Elizabeth Swan. Ma questa è un’altra storia.

Comunque: il drink iconico di Trinidad è proprio la canchanchara, meno blasonata dei suoi cugini mojito e daiquiri ma sicuramente più buona. Nel mio soggiorno ho bevuto più canchanchara che acqua e al quarto giorno ero così invasata che mi sono comprata i tipici bicchieri-cocci dove berla e ho speso una fortuna in un rum invecchiato.

La canchanchara è la vera protagonista di questo viaggio, un grande amore che mi ha travolto solo dopo diciotto giorni in patria cubana.

Per farla bastano 4 ingredienti, ma ci vuole una tecnica accurata: ghiaccio, succo di limone, miele e rum. Ricoprite il fondo del vostro coccio di miele, mettete delle scaglie (non cubetti, scaglie) di ghiaccio e versate 1/4 di succo di limone, infine aggiungete rum a piacere. Ed eccovi servita la canchanchara. Prego. Ci vediamo al gruppo di sostegno A.A.

Cienfuegos

Lasciata Trinidad (e i locali con la migliore canchanchara) siamo partiti per l’ultima tappa di questo road trip: Cienfuegos. Quest’ultima è l’unica città che fu colonia francese e questo si può vedere dall’elegante architettura del centro. Non c’è molto da vedere, tuttavia se capitate in agosto potrete assistere al carnevale – una specie di carnevale di Rio in versione casalinga, più piccolo e meno sfarzoso ma non meno casinista.

Dove dormire a Cienfuegos

Vi consiglierò solo due case in cui alloggiare, sono entrambe fantastiche e se andrete altrove non lo voglio sapere.

Il nostro airbnb er la Casa Buenavista e aveva un tocco europeo più che cubano, una casa coloniale completamente ristrutturata con un gusto eccezionale, in stile moderno. Ogni camera ha un arredamento diverso ma ognuna è egualmente bella e confortevole. Il patio interno dove fare colazione è decorato da un murales fantastico, con tanto di Topolino che guida una crociata sbandierando la falce e il martello. Ah, Cuba. La colazione è deliziosa così come la cena e la casa è posizionata benissimo per visitare la città.

La casa particular Las Hermanas è di proprietà di Alberto, un italiano che vive lì. Ci siamo conosciuti su facebook e una volta lì abbiamo potuto visitare la sua casa e assaggiare i suoi buonissimi succhi freschi. Alberto è gentilissimo e simpatico, ci ha aiutato ad organizzare il viaggio e trovare un passaggio. Questa casa la consiglio con il cuore.

Cosa fare e vedere a Cienfuegos

  • Centro di Cienfuegos: come ho già accennato, il centro di Cienfuegos è davvero carino – e comunque non si può andare in una città senza visitarne il centro. Allungate la vostra passeggiata fino a Punta Gorda, costeggiando il mare, arrivate all’ora del tramonto per godere di un panorama mozzafiato.
  • Parque natural El Nicho: a un’ora dalla città si trova la riserva naturale di El Nicho – natura lussureggiante e incontaminata ma, sopratutto, delle splendide cascate. Tutti abbiamo sognato di essere la sirenetta almeno per un giorno e ora i vostri sogni diventeranno realtà. Infatti a El Nicho si può fare il bagno nelle lagune delle cascate, l’acqua è freddina ma sarà un sollievo dal caldo estivo! Vi consiglio di arrivare lì prima delle 10 poiché dopo il posto è davvero gremito di turisti!
  • Club nautico: non rinunciate all’esperienza di sentirvi un riccone americano che frequenta il country club dove sta parcheggiando il sui yacht, il club nautico di Cienfuegos ha un’aria quasi retrò, qui però ci sono feste, serate e lezioni ballo con vista sulle splendide barche nel porto. Vale la pena approfittare, il palazzo è davvero bello, tuttavia lo sconsiglio vivamente per cenare!
  • Palacio del valle: accanto al club troverete questa residenza dal sapore orientale. L’architettura del palazzo infatti coniuga stili diversi, appartenenti ad ogni angolo di mondo; la forma ricorda una qasbah marocchina, le decorazioni sono sfarzose e quasi ridondanti. Si dice che fu il regalo di un ricco mecenate per la moglie.

Dove mangiare a Cienfuegos

Di tutti i ristoranti provati mi sento di consigliarvene solo uno: La Finca del mar.
Il posto sembra una nave, si affaccia sul mare, la cucina di pesce è buona – tuttavia essendo semi-aperto non ha aria condizionata, perciò in agosto l’ora di pranzo era rovente!

Il carnevale cienfuegero

Nel mese di agosto si celebra il carnevale in tutta Cuba, una città dopo l’altra organizza sfilate, carri, concerti per festeggiare questo avvenimento.
Noi abbiamo avuto la fortuna di vederlo a Cienfuegos, anche se si dice che il migliore sia a Santiago. Tuttavia credo che anche a questo non manchi nulla: musica, carri, luci e donne in perizoma che ballano sopra i carri al ritmo di musica. Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per un ottimo carnevale.

Se vi dovesse capitare di partecipare al carnevale dovrete prestare più attenzione, Cuba è sicura ma durante queste manifestazioni la città diventa estremamente caotica e affollata e potrebbero capitare dei furti.

Capitolo finale

A Cienfuegos si è concluso il nostro road trip, da lì ci siamo diretti prima a Cayo Guillermo e poi a Cayo Santa Maria – ma l’avventura cubana era terminata con Cienfuegos.
Certo, i cayos sono delle isole (ora penisole) caraibiche, il mare e la spiaggia sono splendidi, tuttavia credo che il vero cuore di Cuba non stia nei cayos, è nelle città, nelle persone, nella strada sterrata che abbiamo percorso, è nel barrio Los Tres Cruces, nell’Havana vieja con i suoi bar rumorosi.

“Per alcuni Cuba è una specie di parco divertimenti socialista, che attrae i curiosi che decidono di mettere alla prova i loro pregiudizi. Per altri è l’esempio della resistenza e della virtù preziosa di coloro che sanno guardare oltre la decadenza.”

 

Giulia

2 risposte a "“Hasta la victoria siempre” – un road trip a Cuba"

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